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Biografia
Rabindranath Tagore
nato a Calcutta il 6 maggio 1861 è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e
filosofo indiano. Tagore cercò di conciliare e integrare Oriente ed Occidente.
Opera difficile a cui però era già avviato dall'esempio di suo nonno che nel
1928 che fondò il Sodalizio dei credenti in Dio, integrò il monoteismo cristiano
ed il politeismo induista. Figlio di un santo e ricco bramino, studiò nel Regno
Unito ove anglicizzò il proprio cognome (Thakur). Tornato con la convinzione che
gli inglesi san ben proteggere un'India bisognosa di protezione, egli si dedicò
all'amministrazione delle sue terre e ad ogni forma d'arte. In liriche destinate
al canto, che egli stesso musicò e tradusse in inglese (Offerta di canto, 1913),
in lavori teatrali ricchi d'intermezzi lirici (La vendetta della natura, 1884),
in romanzi (Il naufragio, 1906), in novelle, memorie, saggi e conferenze Tagore
affermò il proprio amore per la natura e per Dio, le proprie aspirazioni di
fratellanza umana, la propria passione (anche erotica), l'attrattiva della
fanciullezza. Esercitò un enorme fascino anche sul mondo occidentale, che lo
premiò col Premio Nobel per la letteratura nel 1913. Muore a Santiniketan il 7
agosto 1941.
Per mano
TU mi prendesti per mano e mi traesti
al Tuo fianco, mi facesti sedere su
l'alto seggio al cospetto di tutti
gli uomini; ond'io divenni timido,
incapace di muovermi e di seguitar
la mia via; esitante e scongiurante
a ogni passo che non avessi a urtare
in una loro spina insidiosa.
Alfine son liberato!
Il colpo è giunto, stride l'insulto,
il mio posto è là, giri nella polvere.
Ormai dinanzi a me sono aperti i sentieri.
Aperte ho l'ali al desiderio del cielo,
Vado a raggiungere le stelle cadenti
della mezzanotte, vado a precipitarmi
nell'ombra profonda.
Somiglio a nuvola estiva in balia dell'uragano,
la quale, gettato via l'aureo diadema,
appende la folgore come spada a una catena di lampi.
Corro con folle gioia giù pel sentiero polveroso
del reietto; m'avvicino alla Tua,
finale accoglienza.
Il bimbo trova la madre quando ne lascia il grembo.
Quando io vengo separato da Te,
sbandito dalla Tua casa, sono libero di contemplare
il Tuo volto.

Vita della mia vita
Vita della mia vita,
sempre cercherò di conservare
puro il mio corpo,
sapendo che la tua carezza vivente
mi sfiora tutte le membra.
Sempre cercherò di allontanare
ogni falsità dai miei pensieri,
sapendo che tu sei la verità
che nella mente
mi ha acceso la luce della ragione.
Sempre cercherò di scacciare
ogni malvagità dal mio cuore,
e di farvi fiorire l'amore,
sapendo che hai la tua dimora
nel più profondo del cuore.
E sempre cercherò nelle mie azioni
di rivelare te,
sapendo che è il tuo potere
che mi dà la forza di agire.

Mi hai fatto senza fine
Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c'è spazio da riempire.

Uccello prigioniero
L'uccello prigioniero nella gabbia,
l'uccello libero nella foresta:
quando venne il tempo s'incontrarono,
questo era il decreto del destino.
L'uccello libero grida al compagno:
« Amore mio, voliarno nel bosco! »
L'uccello prigioniero gli sussurra:
« Vieni, viviamo entrambi nella gabbia ».
Dice l'uccello libero.- « Tra sbarre,
dove c'è spazio per stendere l'ali? »
Ahimé », grida l'uccello nella gabbia,
Non so dove appollaiarmi nel cielo ».
L'uccello libero grida:
« Amore mio, canta le canzoni delle foreste ».
L'uccello in gabbia dice:
« Siedi al mio fianco,
t'insegnerò il linguaggio dei sapienti ».
L'uccello libero grida: « No, oh no!
I canti non si possono insegnare ».
L'uccello nella gabbia dice: « Ahimé,
non conosco i canti delle foreste ».
Il loro amore è intenso e struggente,
ma non possono mai volare assieme.
Attraverso le sbarre della gabbia
si guardano e si guardano, ma è vano
il loro desiderio di conoscersi.
Scuotono ansiosamente le ali e cantano:
« Vieni vicino a me, amore mio! ».
L'uccello libero grida:
« E' impossibile, temo le porte chiuse della gabbia ».
L'uccello in gabbia sussurra.- « Ahimé,
le mie ali sono morte e impotenti ».

Oh Poeta
Oh, poeta, la sera s'avvicina;
i tuoi capelli diventano grigi.
Nel tuo meditare solitario
odi il messaggio dell'aldilà?
« E' sera », rispose il poeta,
« e sto in ascolto perché dal villaggio
qualcuno potrebbe chiamarmi,
sebbene l'ora sia tarda.
Osservo se i giovani cuori vagabondi
s'incontrano, e due paia d'occhi supplicanti
chiedono che la mia musica
rompa il loro silenzio
e parli per loro.
Chi tesserà i loro canti appassionati,
se io siedo sulla riva della vita
contemplando la morte e l'aldilà? »
« Già tramonta la stella della sera.
Il fuoco d'una pira funeraria
muore lentamente
presso il fiume silenzioso.
Dal cortile d'una casa deserta
gli sciacalli urlano in coro
alla luce della luna sfinita.
Se un viandante, lasciando la casa,
viene qui a contemplare la notte
e ad ascoltare a testa china
il mormorio dell'oscurità,
chi gli sussurrerà i segreti della vita
se io, chiudendo le mie porte,
cercassi di liberarmi
dai legami mortali? »
« Poco importa se i miei capelli diventano grigi.
Sono sempre giovane e vecchio
Come il più giovane e il più vecchio
di questo villaggio.
Alcuni hanno negli occhi sorrisi
semplici e dolci,
alcuni un furbesco ammiccare.
Alcuni piangono alla luce del giorno,
altri piangono in segreto nel buio.
Hanno tutti bisogno di me,
e non ho tempo
di rimuginare sull'eternità.
Ho la stessa età di ciascuno,
e cosa importa
se i miei capelli diventano grigi? »

Quando mi comandi
di cantare
Quando mi comandi di cantare, il mio cuore
sembra scoppiare d'orgoglio
e fisso il tuo volto
e le lacrime mi riempiono gli occhi.
Tutto ciò che nella mia vita
vi è di aspro e discorde
si fonde in dolce armonia,
e la mia adorazione stende l'ali
come un uccello felice
nel suo volo a traverso il mare.
So che ti diletti del mio canto,
che soltanto come cantore
posso presentarmi al tuo cospetto.
Con l'ala distesa del mio canto
sfioro i tuoi piedi, che mai
avrei pensato di poter sfiorare.
Ebbro della felicità del mio canto
dimentico me stesso
e chiamo amico te
che sei il mio signore.

O Stolto, che
cerchi
O stolto, che cerchi di portare
te stesso sulle tue spalle!
Mendicante, che vieni a mendicare
alla porta della tua casa!
Deponi ogni fardello in queste mani
che tutto sanno sopportare,
non voltarti mai indietro a guardare
il passato, con rimpianto.
Il desiderio subito spegne
la fiamma d'ogni lampada che sfiora.
E' empio - non prendere doni
dalle sue mani impure.
Accetta soltanto
quello ch'è offerto dall'amore.

A lungo durerà il mio viaggio
A lungo durerà il mio viaggio
e lunga è la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori
dei giorno, e proseguii il mio viaggio
attraverso i deserti dei mondo
lasciai la mia traccia
su molte stelle e pianeti.
Sono le vie più remote
che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene
la semplicità d'una melodia.
Il viandante deve bussare
a molte porte straniere
per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare
per tutti i mondi esteriori
per giungere infine al sacrario
più segreto all'interno del cuore.
I miei occhi vagarono lontano
prima che li chiudessi dicendo:
«Eccoti!»
Il grido e la domanda: «Dove?»
si sciolgono nelle lacrime
di mille fiumi e inondano il mondo
con la certezza: « lo sono! »

Smettila di cantare
Smettila di cantare i tuoi inni,
di recitare le tue orazioni!
Chi adori in quest'angolo buio
e solitario d'un tempio
le cui porte sono tutte chiuse?
Apri i tuoi occhi e guarda:
non è qui il tuo Dio.
E' là dove l'aratore
ara la dura terra,
dove lo spaccapietre
lavora alla strada.
E' con loro nel sole e nella pioggia,
la sua veste è coperta di polvere.
Levati il manto sacro
e scendi con lui nella polvere.
Liberazione?
Dove credi di poter trovare
liberazione?
li tuo stesso signore
ha preso su di sé lietamente
i legami della creazione -
è legato a noi tutti per sempre.
Lascia le tue meditazioni,
abbandona l'incenso e i tuoi fiori!
Che male c'è se le tue vesti
diventano sporche e stracciate?
Va incontro a lui,
sta presso di lui
nel lavoro e nel sudore della fronte.

Cogli questo piccolo fiore
Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano - e coglilo.
Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l'ora dell'offerta.
Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c'è tempo - e coglilo.

Quando rimanevo
QUANDO rimanevo tra il mucchio de' miei tesori,
mi sentivo simile al verme che nel buio nudresi
del frutto ov'è nato.
lo lascio questa fradicia carcere.
Non amo frequentar ruderi muscosi,
Perché anelo alla giovinezza sempiterna;
scaglio via ogni cosa che non sia tutt' una
con me e lieve non sia coníe il mio riso.
Io corro attraverso il tempo, e tu, cuore,
senti danzar nel tuo cocchio il poeta che
canta mentre va errando.

Dimmi se questo è vero
Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i loro lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra sono
come il boccio del primo amore?
Che la terra, come un'arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E' poi è vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi, nelle mie labbra
e nei miei pensieri?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.

AHAIME a casa..
AHAIME'! a casa non posso più rimanere,
più non sono miei lari i miei lari, poiché
l'eterno Straniero chiama, e se ne va
lunghesso la strada.
Sento picchiar nel petto il ritmo del Suo
passo; ne ho pena!
Levasi il vento, mugghia la marina.
Abbandono ogni sollecitudine e dubbiezza,
per seguir la marea che non ha requie; poiché
lo Straniero mi chiama, e se ne va lunghesso
la strada.

Io desidero soltanto te
Io desidero te, soltanto te _
il mio cuore lo ripeta senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell'oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
"Io desidero te, soltanto te".
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo amore eppure grida:
"Io desidero te, soltanto te".

Dove son gia
DOVE son già fatte le strade, io smarrisco
il cammino.
Nell'oceano immenso, nel cielo azzurro
non è traccia di sentiero.
La viottola è nascosta dalle ali degli
uccelli, dal fulgor delle stelle, dai fiori
delle alterne stagioni.
E io domando al cuore, se il suo sangue
porti seco la conoscenza dell'invisibile via.

L'ultima canzone
Finisci allora quest'ultima canzone
e separiamoci. Scorda questa notte
ora che la notte è finita
Chi cerco di serrare tra le braccia?
I sogni
non si possono far prigionieri.
Con mani avide stringo al mio cuore
il vuoto, ed esso mi ferisce il petto

Mio amore
Mio Amore,
vieni nel tuo splendore generoso!
Al tuo passaggio metti tutto
sottosopra e che fiaccole ardenti
si mescolino tumultuosamente
alle ombre di mezzanotte.
Molti incontri segreti tra incerti bagliori!
Prendi la mia mano destra.
Salvami dai legami mediocri
e dai sogni indolenti.
Che tutti quelli che dormono
si sveglino per vedermi
nella mia trionfante impotenza
davanti
alla tua muta maestà.

Il pensiero di te m'accompagna
Il pensiero di te m'accompagna senza
tregua, Amore,
potresti, tornando,
non pensare solo a me,
avendo possibilità di scelta.
La mia vita trascorre
aspettandoti,
quando tu ricordassi, potresti non venire solo da me!
Nel mio letto, da solo, resto intere notti in attesa.
La luce della mia lampada scompare solo all'alba,
quando i miei occhi sono stanchi d'aver molto
tempo vegliato.
Piena d'ogni bellezza, tu cammini cantando
e trascorrendo ore felici...
Se potessi mescolare a tutto questo i miei passi,
se la sorte mi facesse
ritrovare quel tempo gioioso!

Volgi la
testa
"Volgi
la testa, amore mio, e perdona il mio dolore.
Se mi ami, amor mio, perdona la mia gioia.
Quando il mio cuore e' trascinato dal vortice
della felicita', non ridere della mia tenerezza.
Quando siedo sul mio trono e ti tiranneggio
col mio amore, o quando, come una dea,
ti concedo la mia grazia, sopporta il mio orgoglio,
amore mio, e perdona la mia felicita'."

Non celare il segreto del tuo cuore...
Non celare il segreto del tuo cuore amico mio,
dillo a me, solo a me, in segreto
Tu che sorridi tanto gentilmente sussurralo sommessamente,
il mio cuore l'udrà,
non le mie orecchie
la notte é fonda la casa silenziosa
i nidi degli uccelli son
coperti di sonno
Dimmi tra lacrime esitanti tra sorrisi titubanti
tra dolore e
dolce vergogna il segreto del tuo cuore.

Il
Giardiniere
Non
andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato
tutta la notte, e ora
i miei occhi
sono pesanti di sonno.
Ho paura di
perderti mentre dormo.
Non
andartene, amore, senza avvertirmi.
Mi sveglio e
stendo la mano per toccarti.
Ti sento e mi
domando: "È forse un sogno?"
Oh, se
potessi stringere i tuoi piedi c
on il mio
cuore e tenerli stretti al mio petto!
Non
andartene, amore, senza avvertirmi.

Lingua
del cuore
O cuore,
perché m'inganni
sempre
continuamente?
insegnami la
tua lingua!
Ogni giorno
con voce tremante
faccio molti
canti, ahimè,
il flauto
spezzato manda sospiri!
A sera scende
in silenzio il sole
dal cielo
d'azzurro denso.
Le parole del
mio cuore,
i sogni della
vita salgono
in volo verso
il cielo.
È risuonato
nel tramonto
un messaggio
di pace.
Mi chiedo, se
questo è il mio canto,
perché non
conosco le parole
della vita
che tutti conoscono?
Ahimè, solo
io non so cantare
il canto del
cuore
che tutti
cantano

Afferro
le sue mani...
Afferro le sue mani
e la stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia
della sua bellezza,
di depredare con i baci
il suo dolce sorriso,
di bere i suoi bruni sguardi
con i miei occhi.
Ma dov'è?
Chi può spremere l'azzurro dal cielo?
Cerco di afferrare la bellezza;
essa mi elude
lasciando soltanto il corpo
nelle mie mani.
Stanco e frustrato mi ritraggo.
Come può il corpo toccare
il fiore che soltanto
lo spirito riesce a sfiorare?

Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.

Per un tuo sospiro
Per un tuo sospiro
io do sfogo
a viventi note
di gioia
o di dolore.
Sono una sola cosa
col tuo canto,
che sia
mattutino
o notturno,
che entri
tra i raggi del sole
o tra le ombre
della sera..
Se dovessi
Perdermi nella fuga
di questa musica,
non ne patirei,
tanto
questa melodia
m'è cara

Chiederei
Chiederei ancora
qualcosa
se possedessi il cielo, le sue stelle
e il mondo
con le sue infinite
ricchezze.
Sarei però contento anche d'ogni
piccola cosa
se lei fosse mia.

Hai colorato i miei pensieri
Hai colorato
i miei pensieri
e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi
della tua gloria,
Amore,
trasfigurando
la mia vita
per la prossima bellezza
della morte.
Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravedere
un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore
in gioia immensa.
Per incanto, Amore,
vita e morte
sono diventate
per me
la stessa grande
meraviglia.

Sto aspettando l'amore e basta
Sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine
me stesso nelle sue mani.
Per questo ora è così tardi
e sono responsabile di gravi omissioni.
Vengono a legarmi saldamente
con le loro leggi e i loro codici
ma io li evito sempre
perché sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine me stesso
nelle sue mani.
Mi biasimano e mi dicono sbadato.
Non ho alcun dubbio
che il loro rimprovero sia giusto.
E passato il giorno del mercato
e chi è attivo ha compiuto il suo lavoro.
Quelli che sono venuti invano a chiamarrni
se ne sono andati in collera.
Sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine me stesso
nelle sue mani.

Il giorno in cui
Il giorno in cui fiorì il loto,
ahimè, la mia mente era persa
e io non me ne accorsi.
Il mio cestino rimase vuoto
e il fiore inosservato.
Ogni tanto però
una tristezza mi prendeva
mi svegliavo dal mio sogno
e sentivo nel vento del sud
la presenza dolce di una strana fragranza.
Quella vaga dolcezza
come desiderio tormentava il mio cuiore
sembrava l'alito ardente dell'estate
in cerca di soddisfazione.
Non sapevo allora
che era così vicina
che era già mia
che questa dolcezza perfetta
era fiorita
nel profondo del mio cuore.

Talvolta la mia gioia
Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia

Se l'amore deve essermi negato
Se l'amore deve essermi negato,
perche' il mattino spezza il suo cuore
in canzoni, e perche' questi sospiri
che il vento del sud disperde
tra le foglie appena spuntate ?
Se l'amore deve essermi negato,
perche' porta la notte, in dolente
silenzio, la pena delle stelle ?
E perche' questo folle cuore getta
getta sconsideratamente la speranza
su un mare la cui fine non conosce ?

Ma è il mio cuore amore mio
I tuoi occhi m'interrogano tristi.
Vorrebbero sapere i miei pensieri
come la luna che scandaglia il mare.
Dal principio alla fine ho denudato
la mia vita davanti ai tuoi occhi,
senza nulla celarti o trattenere.
Ed è per questo che non mi conosci.
Se fosse soltanto una gemma,
la romperei in cento pezzi
e con essi farei una catena
da mettere attorno al tuo collo.
Se fosse soltanto un fiore,
rotondo e piccolo e dolce,
lo coglierei dallo stelo
per metterlo nei tuoi capelli.
Ma è il mio cuore, mia diletta
Dove sono le sue spiagge e il suo fondo ?
Di questo regno tu ignori i confini
e tuttavia sei la sua regina.
Se fosse solo un momento di gioia
fiorirebbe in un facile sorriso,
lo potresti capire in un momento.
Se fosse soltanto un dolore
si scioglierebbe in limpide lacrime,
rivelando il suo più intimo segreto
senza dire una sola parola.
Ma è il mio cuore, amore mio.
Le sue gioie e i suoi dolori
sono sconfinati, e infiniti
i suoi desideri e le sue ricchezze.
Ti è vicino come la tua stessa vita,
ma non puoi conoscerlo interamente.

Sei fuori in questa notte burrascosa
Sei fuori in questa notte burrascosa
per il tuo viaggio d'amore, amico mio?
Il cielo geme come chi è disperato.
Non riesco a dormire questa notte.
Ogni tanto apro la porta
e guardo fuori nell'oscurità.
Davanti a me non vedo nulla.
Mi chiedo dove sia il tuo sentiero.
Da quale buia riva di nero fiume
da quale lontano limitare di oscura selva
per quali intricati abissi di tenebre
stai camminando per venire da me
amico mio?

Non chiesi nulla
Non chiesi nulla,
solo mi fermai al limite
del bosco, dietro un albero. Gli occhi dell'alba
erano languidi,
e la rugiada era ancora nell'aria.
Il delicato profumo dell'erba bagnata
indugiava nella nebbia
sottile che avvolgeva
la terra. Sotto un banano mungevi la mucca
con le tue mani tenere,
fresche come il burro.
Io me ne stavo immobile.
Non dissi una parola.
Fu l'uccello che cantò,
nascosto, dal cespuglio.
L'albero di mango
lasciava cadere i suoi fiori sulla strada del villaggio
e le api venivano ronzando, a una a una.
Dalla parte dello stagno
il cancello del tempio
di Shiva era aperto
e un fedele aveva iniziato
il suo canto.
Con il secchio
sulle ginocchia
tu mungevi la mucca.
Io rimasi con il mio secchio vuoto.
Non ti venni vicino.
Il cielo si destò al suono
del gong del tempio.
Gli zoccoli delle bestie
che andavano al pascolo sollevavano la polvere
della strada.
Con le brocche piene
posate sull'anca,
le donne venivano
dal fiume.
I tuoi bracciali
tintinnavano e la schiuma traboccava dal secchio.
La mattina passò e io
non ti venni vicino.

Se il giorno è finito
Se il giorno è finito
se gli uccelli non cantano più
se il vento ormai stanco è cessato
stendi su di me
il velo dell'oscurità più fitta
come hai avvolto la terra
nella coltre del sonno
e al tramonto teneramente hai chiuso i petali
dei fiori appassiti del loto.
Prima che il suo viaggio finisca
libera dalla vergogna e dalla povertà
il viandante che ha la bisaccia vuota,
le vesti lacere e polverose
e ogni energia esaurita.
Rinnova la sua vita come un fiore
sotto il mantello della tua dolce notte.

Nubi su nubi si addensano
Nubi su nubi si addensano
e si fa buio.
Amore mio, perché mi lasci tutto solo
sulla porta ad aspettarti?
Nei momenti più intensi del lavoro
durante il giorno
sto tra la gente
ma in questo momento
così buio e desolato
solo in te posso sperare.
Se non mi mostri il tuo volto
se mi lasci qui in disparte
non so come riuscirò a sopportare
queste lunghe ore di pioggia.
Osservo in lontananza
l'oscurità del cielo
e il mio cuore gemendo
vaga col vento inquieto.

Quest'autunno è mio
Quest'autunno
è mio,
fu cullato
nel mio cuore.
I campanelli luccicanti
alle caviglie
mi tintinnavano
nel sangue
e il suo san di velo
ondeggiava
nel mio respiro.
Io riconosco il contatto
dei suoi capelli ondulati
in tutti i miei sogni.
Intorno c'è sempre lei,
anche nei tremuli rami
che danzano
al mio ritmo,
e i suoi occhi,
che dal cielo azzurro
sorridono,
presero luce da me.

Molti sono i miei desideri
Molti sono i miei desideri
e pietoso è il mio canto
ma tu mi hai sempre salvato
con duri rifiuti
e questa tua potente misericordia
ha lasciato un segno profondo
nella mia vita.
Giorno per giorno mi rendi degno
dei semplici e grandi doni
non chiesti
che mi hai dato
- questo cielo e questa luce,
questo corpo, la vita e la mente -
salvandomi dai pericoli
di un desiderio troppo forte.
Ci sono momenti in cui
languidamente indugio
e momenti in cui
mi scruto e mi impegno
nella ricerca della mia meta.
Ma tu crudelmente
ti nascondi alla mia vista.
Giorno per giorno mi rendi degno
della tua piena accettazione
con rifiuti continui
e mi salvi dai pericoli
di un desiderio fiacco e confuso

Dimentico sempre dimentico
Dimentico sempre dimentico
che non ho ali per volare
e ogni notte
sfioro nei miei sogni
i gradini
della scala della vita
che importa
se non ho ali per volare
come vento
che ha un corpo
scosto
i fili d'erba
del prato
come brezza
che ha mani colgo
i fiori nel campo
come vento del sud
do calore
a chi ha tanto freddo
nell'anima

Solo il dolore è rimasto
Amore, giorno e notte il mio cuore
si strugge d'incontrarsi con te
nell'incontro che è simile
alla morte che tutto divora.
Spazzami via come una tempesta;
prendimi tutto quello che ho;
spalanca il mio sonno
e saccheggia i miei sogni.
Derubami del mio mondo.
In quella desolazione,
nell'assoluta nudità dello spirito,
uniamoci nella bellezza.
Ahimè, che vano desiderio!
Che speranza c'è d'essere uniti
se non in te, mio Dio ?
Finisci allora quest'ultima canzone
e separiamoci. Scorda questa notte
ora che la notte è finita.
Chi cerco di serrare tra le braccia ?
I sogni
non si possono fare prigionieri.
Con mani avide stringo al mio cuore
il vuoto, ed esso mi ferisce il petto.
Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d'estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.
Colsi il tuo fiore, oh cielo !
Lo strinsi al cuore
e la spina mi punse.
Quando il giorno svani' e si fece buio,
scoprii che il fiore era appassito
ma il dolore era rimasto.
Altri fiori verranno a te,
con profumo e con fasto, oh cielo !
Ma per me è passato
il tempo di cogliere fiori;
nella notte buia non ho più la mia rosa,
solo il dolore è rimasto.

Qui è il tuo sgabello
Qui è il tuo sgabello
e qui riposa i tuoi piedi
dove vivono i più poveri,
i più umili, i perduti.
Quando a te io cerco d'inchinarmi,
la mia riverenza non riesce ad arrivare
tanto in basso dove i tuoi piedi
riposano tra i più poveri,
i più umili, i perduti.
L'orgoglio non si può accostare
dove tu cammini, indossando
le vesti dei più poveri,
dei più umili e dei perduti.
Il mio cuore non riesce a trovare
la strada per scendere laggiù
dove tu ti accompagni a coloro che non hanno
compagni, tra i più poveri,
i più umili, e i perduti.

Colsi il tuo fiore, oh cielo !
Lo strinsi al cuore
e la spina mi punse.
Quando il giorno svani' e si fece buio,
scopersi che il fiore era appassito
ma il dolore era rimasto.
Altri fiori verranno a te,
con profumo e con fasto, oh cielo !
Ma per me e' passato il tempo di cogliere fiori;
nella notte buia non ho piu' la mia rosa,
solo il dolore e' rimasto.

Ho ricevuto l'invito
Ho ricevuto l'invito
per la festa di questo mondo
e la mia vita è stata benedetta.
I miei occhi hanno visto
e i miei orecchi hanno udito.
A questa festa
io dovevo suonare il mio strumento
e ho fatto ciò che ho potuto.
Orea ti chiedo:
è alfine giunto il tempo
in cui io posso entrare
vedere il tuo volto
e offrirti il mio silenzioso aiuto?

Con tutti i mezzi
Con tutti i mezzi
cercano di tenermi legato
quelli che mi amano
in questo mondo.
Diversamente tu
mi ami più di loro
ma mi lasci libero.
Hanno paura
ch’io mi dimentichi di loro
e mai si azzardano
a lasciarmi solo.
I giorni passano
uno dopo l’altro
e tu invece non ti fai vedere.
Se non ti invoco
nelle mie preghiere
se non ti accolgo
nel mio cuore
il tuo amore per me
continua ad aspettare
il mio amore.

Non so come tu canti, mio signore!
Non so come tu canti, mio signore!
Sempre ti ascolto
in silenzioso stupore.
La luce della tua musica
illumina il mondo.
Il soffio della tua musica
corre da cielo a cielo.
L'onda sacra della tua musica
irrompe tra gli ostacoli pietrosi
e scorre impetuosa in avanti.
Il cuore anela di unirsi al tuo canto,
ma invano cerco una voce.
Vorrei parlare, ma le mie parole
non si fondono in canti
e impotente grido.
Hai fatto prigioniero il mio cuore
nelle infinite reti
della tua musica.

Sono qui per cantarti le mie canzoni
Sono qui
per cantarti le mie canzoni
in questa tua stanza
il mio posto è in un angolo.
Nel tuo mondo
non ho alcun lavoro da compiere
La mia vita inutile
può solo prorompere
in melodie senza scopo.
Quando suona l'ora
dell'adorazione silenziosa
nel tempio oscuro di mezzanotte,
mio signore!
comandami di cantare davanti a te.
Quando nell'aria del mattino
l'arpa d'oro è ben accordata
onorami chiedendo la mia presenza.

Concedi ch'io possa sedere
Concedi ch'io possa sedere
per un momento al tuo fianco.
Le opere cui sto attendendo
potrò finirle più tardi.
Lontano dalla vista del tuo volto
non conosco né tregua né riposo
e il mio lavoro
diventa una pena senza fine
in un mare sconfinato di dolori.
Oggi l'estate è venuta
alla mia finestra
con i suoi sussurri e sospiri,
le api fanno i menestrelli
alla corte del boschetto in fiore.
Ora è tempo di sedere tranquilli
a faccia a faccia con te
e di cantare la consacrazione
della mia vita
in questa calma straripante e silenziosa.

Il mio canto ha deposto
Il mio canto ha deposto ogni artificio.
Non sfoggia splendide vesti
né ornamenti fastosi:
non farebbero che separarci
l'uno dall'altro, e il loro clamore
coprirebbe quello che sussurri.
La mia vanità di poeta
alla tua vista muore di vergogna.
O sommo poeta,
mi sono seduto ai tuoi piedi.
Voglio rendere semplice e schietta
tutta la mia vita,
come un flauto di canna
che tu possa riempire di musica.

Sono ostinate queste catene
Sono ostinate queste catene
il cuore mi fa molto male
quando cerco di spezzarle.
Libertà è ciò che voglio
ma ho vergogna anche solo a sperarla.
Sono certo di trovare in te
una ricchezza inestimabile.
Sono certo che tu
sei il mio amico migliore
ma non so liberarmi degli orpelli
che riempiono le mie stanze.
Sono avvolto in un sudario
di polvere e morte
che odio
ma stringo a me con amore.
Sono molti i miei debiti
gravi i miei errori
profonda e pesante la mia vergogna
ma quando vengo a chiedere il mio bene
tremo nel timore di essere esaudito.

Nell'ombra penetrante del luglio piovoso
Nell'ombra penetrante del luglio piovoso
con passi segreti tu cammini
silenzioso come la notte
sfuggendo ad ogni controllo.
Oggi il mattino ha chiuso i suopi occhi
incurante degli insistenti richiami
del forte vento dell'est
e un fitto velo si è steso
sopra il blu sempre vigile del cielo.
I boschi hanno smersso i loro canti
e le porte sono chiuse in ogni casa.
Tu sei il viandante solitario
di questa strada deserta.
O mio unico amico, mio diletto,
nella mia casa i cancelli sono aperti
non passare oltre come un sogno.

Il bambino adorno eli vesti principesche
Il bambino adorno eli vesti principesche,
con al collo monili ingemmati,
perde ogni piacere nel gioco,
la sua veste lo impaccia a ogni passo.
Per paura che si possa stracciare
o che s'imbratti di polvere
si tiene appartato dal mondo
e ha timore persino di muoversi.
Madre, a che vale
tutta questa eleganza
se ci tiene lontani dalla salutare
polvere di questa terra,
se ci priva del diritto d'entrare
nella grande festa del mondo?
 
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